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Il pensiero è pura rivolta, così l’intelletto che vuole essere chiaro come un mondo sopportabile si rivolta contro i suoi ideali e le sue idee. […] cerca se stesso nel cuore dell’insopportabile per dare al mondo un accesso all’elevazione. E’ il suo spettacolo. Ma è nella natura che esso scruta ( poiché la vede ) e in questa contemplazione c’è tutto, e niente può distoglierlo.
<< Sade>> scrive Bataille << ha cercato come un cavaliere impuro proteso verso il Graal.>>.
[…] La natura della rivolta è immaginaria, in un mondo che sogna di sbarazzarsene. Ma la rivolta epura il mondo: la fiamma e la bellezza sonnambolica delle stagioni che vengono a consumarsi. Quando della fiamma non resta nulla, l’efficenza regna.
Ma il fuoco afferra e possiede laddove meno lo si aspetta, tigre nella foresta, vergine che vaga sul sentiero nel canto dell’innocenza in cui si accende l’accento.
Vede dunque signore! La natura nell’opera del filosofo Charles Fourier esprime il desiderio di affrancamento, questa natura dal fascino infantile — con questa perversità cosi deliberata — questa natura con queste tigri così spaventose, così reali, che svaniscono ostentando il loro elastico splendore.
Stanislas Rodanski – Lettre au Soleil Noir