Gueule Noire Edizioni

"E le tue rive bianche come le nubi, triangolari, curve come gonfie vele: paese barbarico, fuggente, paese notturno, mistico incubo del Caos.”

Cos'e'

GUEULE NOIRE EDIZIONI

GUEULE NOIRE EDIZIONI

 

Gueule Noire Edizioni è una casa editrice indipendente che mira alla pubblicazione di outsider, le cui espressioni artistiche – di qualsiasi forma esse siano – sono o sono state ai margini del discorso e dell’orizzonte socio-culturale del proprio tempo o forse ai margini di ogni epoca, inattuali. O dirompentemente attuali.

Già nel IV secolo a.C. Platone nella Repubblica, dialogo filosofico intorno ad una e per una città ideale, e non solo — si pensi anche ad un’altra opera Le Leggi dove proponeva un sistema di censura — invitava alla fuoriuscita, all’espulsione degli artisti dalla città perchè incompatibili con il buon funzionamento sociale, accusati di bassezza morale e di corruzione dei costumi.

“Un’antica disputa fra filosofia e poesia” (Repubblica 607b), spartiacque netto.

È soltanto con l’avvento, fatte rare eccezioni nei secoli antecedenti, del dinamitardo Friedrich Nietzsche e a ridosso delle narrazioni totalizzanti, identitarie, colonizzanti e igienizzanti della Storia, che una parte più consistente del pensiero filosofico occidentale mutò volto e movenze, volgendosi con curiosità e interesse verso quell’arte marginale ed (auto)emarginata(si), denominata con disprezzo durante il nazismo Entartete Kunst: arte degenerata, arte dei folli, arte infantile, arte primitiva, come quella di Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, Vassily Kandisky, Georges Grosz, Paul Klee, tra i più noti.

Una filosofia scellerata, per dirla con Pierre Klossowski, e dei filosofi danzatori, come amava definirli Carmelo Bene .

«[…] La filosofia è stata fin qui, come pure la scienza, un’espressione della subordinazione umana e quando l’uomo cerca di rappresentarsi, non più come un momento di un processo omogeneo — di un processo avaro e meschino —, ma come una nuova lacerazione all’interno di una natura lacerata , non è più la fraseologia livellante che gli esce dall’intelletto che può aiutarlo: non può più riconoscersi nelle catene degradanti della logica , e si riconosce al contrario — non soltanto con collera ma in un momento estatico — nella virulenza de suoi fantasmi.» [Georges Bataille in Critica dell’occhio, L’occhio pineale ( 1 )]

Artist* dunque che danno testimonianza di (sur)realtà residuali, scarti di produzione, che sono tuttavia il nucleo pulsante e portante dell’umanità intera, quotidianamente rimosse perchè portatrici d’inquietudini per l’uomo.
Fuori misura, fuori (con)testo.
Bassifondi che la casa editrice ritiene debbano essere al cuore di ogni espressione che voglia definirsi propriamente artistica. Due buchi neri che brillano nella notte e per la notte, felini.

“La cultura razionalista dell’Europa ha fallito, e io sono venuto nella terra messicana per cercare le basi di una cultura magica che possa ancora far sgorgare delle forze dal suolo indio” (Antonin Artaud, Surrealismo e Rivoluzione)

Artist* minori – lontani dai riflettori – le cui opere non prestano il fianco al tornaconto narcisistico dell’esser letti, dell’esser guardati, dove l’essere riconosciuti dall’altro non è quindi il motivo fondante – inconscio nei più – delle proprie apparizioni. È uno specchio in frantumi.
È Aria, in solitaria.

“Lo ripeto, a guidarmi non è l’orgoglio letterario dello scrittore che vuole piazzare e veder pubblicato il suo prodotto.” ( Antonin Artaud, Pour les analphabètes )

«Se sono poeta o attore non lo sono per scrivere o declamare delle poesie, ma per viverle. Quando recito una poesia non è per essere applaudito, ma per sentire dei corpi d’uomini e di donne, dico dei corpi, tremare e volgersi all’unisono con il mio, volgersi come ci si volge dall’ottusa contemplazione del budda seduto, con cosce accomodate e sesso gratuito, all’anima, vale a dire alla materializzazione corporea e reale d’un essere integrale di poesia. Voglio che le poesie di François Villon, Charles Baudelaire, Edgar Poe e Gérard de Nerval diventino vere, e che la vita fuoriesca dai libri, dalle riviste, dai teatri o dalle messe che la trattengono e la crocifiggono per castrarla.» (Antonin Artaud – Lettre à Henri Parisot)

Questa è la Gueule Noire. Questo è il suo volto.

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